Ottavo Capitolo
*
Brico Center Deruta 48 - Passignano 63
*
Ho passato tutto il pomeriggio a lavorare sulla tesi e a pensare a come avrebbe reagito il tendine che mi faceva male. C'ho messo il ghiaccio per tutta la giornata e ho cercato di sforzarlo il meno possibile. Ieri non mi sono nemmeno allenato, ma non per il tendine: solo perché ero deluso dalla partita di Giovedì. Scusa di merda, lo so: ma ho preferito fare così. Soliti piagnistei da giocatore. Arrivo al palazzetto presto. C'è solo Massimo e Frodo. Ripenso alla partita vinta Giovedì e a quanto vorrei che la striscia positiva continuasse. Oggi non credo che ci sarà da discutere con gli arbitri, sono di fuori, nemmeno li conosco: speriamo facciano bene il loro lavoro ma sono fiducioso. Il riscaldamento è una tragedia, il dolore al tendine si fa sentire molto all'inizio. Ma quando l'arbitro alza il pallone il dolore come d'incanto sparisce e sono pronto per dare il meglio di me, quando sarò chiamato in causa. Andiamo subito sotto di 12 e non riusciamo a recuperare. Tiro sbagliato, imprecazioni varie, tiro sbagliato, continuo ad imprecare: tiro messo a segno. Inizio a pensare che si tratta di puro culo, poiché tiro di nuovo ma sbaglio. Eh ma allora che sega! Partita tutto cuore e poca tecnica Sabato, ma un cuore grosso così! Tuffi, corse: spesso a vuoto ma corse, incazzature, voglia di lottare e tanta tanta sfiga per certi aspetti. Di più forse non si poteva fare, a parte segnare qualche tiro libero in più. ‘Ma freeeghi! Sti cazzo de tiri liberi!’ Ormai davvero è diventata una cosa psicologica che però ci massacra! Da rivedere. Come ha detto il coach, questa è la strada da seguire: e allora facciamolo. E’ una partita stregata quella contro il Passignano. Come all'andata prendiamo subito una sbandata iniziale. Da sottolineare la grave mancanza di Ugo. Siamo scesi con un solo playmaker ma tutto sommato ce la siamo cavata anche se c'erano dei momenti di ampio boccheggia mento. Recuperiamo. Michi mette la bomba del -4 e l'adrenalina è alle stelle. Tutti ci crediamo però il fiato comincia a scarseggiare. Giovedì abbiamo speso molto e in questi ultimi minuti la fatica si fa sentire, anche se buttiamo in campo tutto quello che abbiamo. Ad un certo punto mi sono reso conto di non essere mai stato così tanto desideroso di sedermi almeno per due minuti e bere un po’ d'acqua. Sono arrivato ad un punto in cui non sapevo più dove mi trovavo. Il coach mi urlava e mi chiedevo ‘ma che ho fatto di male?!’. Niente: ero rimasto indietro di solo 10 metri dal mio difensore: bene, Cambio! La cosa traumatica è stata dopo cena. Sbagliamo tanti tiri liberi che ci condannano alla sconfitta. C'è anche l'uomo mascherato che si lamenta: non fa altro che simulare e lamentarsi con gli arbitri per le botte che prende. ‘Hey! Se non vuoi il gioco duro vai a fare danza!’. Almeno li non prendi le botte! La partita finisce. Abbiamo perso. Ma chi se ne frega alla fine. Abbiamo lottato e sudato fino all'ultimo centesimo di secondo. Possiamo essere abbastanza soddisfatti. Se loro sono terzi ci sarà pure un motivo. Comunque ora si va a cena e chi si è visto si è visto. Dopo un’oretta e mezzo che ce ne stavamo seduti mi sono rialzato e ho avuto di nuovo la sensazione di prima. ‘Ma dove mi trovo?’. Le gambe stavano litigando tra loro e mi stavano tranquillamente mandando a cagare. Succede. In fondo sono sensazioni quasi piacevoli perché ti senti stanco e bene allo stesso tempo. Non conosco il perché, so solo che è così. Avrei potuto dormire per tutto il giorno questa Domenica. Ma non credo sia la strada giusta da percorrere. La strada è un'altra: ‘Quella di sabato sera!’, disse il coach. Ci vediamo tutti martedì. Spero di recuperare con questo tendine.
Ho passato tutto il pomeriggio a lavorare sulla tesi e a pensare a come avrebbe reagito il tendine che mi faceva male. C'ho messo il ghiaccio per tutta la giornata e ho cercato di sforzarlo il meno possibile. Ieri non mi sono nemmeno allenato, ma non per il tendine: solo perché ero deluso dalla partita di Giovedì. Scusa di merda, lo so: ma ho preferito fare così. Soliti piagnistei da giocatore. Arrivo al palazzetto presto. C'è solo Massimo e Frodo. Ripenso alla partita vinta Giovedì e a quanto vorrei che la striscia positiva continuasse. Oggi non credo che ci sarà da discutere con gli arbitri, sono di fuori, nemmeno li conosco: speriamo facciano bene il loro lavoro ma sono fiducioso. Il riscaldamento è una tragedia, il dolore al tendine si fa sentire molto all'inizio. Ma quando l'arbitro alza il pallone il dolore come d'incanto sparisce e sono pronto per dare il meglio di me, quando sarò chiamato in causa. Andiamo subito sotto di 12 e non riusciamo a recuperare. Tiro sbagliato, imprecazioni varie, tiro sbagliato, continuo ad imprecare: tiro messo a segno. Inizio a pensare che si tratta di puro culo, poiché tiro di nuovo ma sbaglio. Eh ma allora che sega! Partita tutto cuore e poca tecnica Sabato, ma un cuore grosso così! Tuffi, corse: spesso a vuoto ma corse, incazzature, voglia di lottare e tanta tanta sfiga per certi aspetti. Di più forse non si poteva fare, a parte segnare qualche tiro libero in più. ‘Ma freeeghi! Sti cazzo de tiri liberi!’ Ormai davvero è diventata una cosa psicologica che però ci massacra! Da rivedere. Come ha detto il coach, questa è la strada da seguire: e allora facciamolo. E’ una partita stregata quella contro il Passignano. Come all'andata prendiamo subito una sbandata iniziale. Da sottolineare la grave mancanza di Ugo. Siamo scesi con un solo playmaker ma tutto sommato ce la siamo cavata anche se c'erano dei momenti di ampio boccheggia mento. Recuperiamo. Michi mette la bomba del -4 e l'adrenalina è alle stelle. Tutti ci crediamo però il fiato comincia a scarseggiare. Giovedì abbiamo speso molto e in questi ultimi minuti la fatica si fa sentire, anche se buttiamo in campo tutto quello che abbiamo. Ad un certo punto mi sono reso conto di non essere mai stato così tanto desideroso di sedermi almeno per due minuti e bere un po’ d'acqua. Sono arrivato ad un punto in cui non sapevo più dove mi trovavo. Il coach mi urlava e mi chiedevo ‘ma che ho fatto di male?!’. Niente: ero rimasto indietro di solo 10 metri dal mio difensore: bene, Cambio! La cosa traumatica è stata dopo cena. Sbagliamo tanti tiri liberi che ci condannano alla sconfitta. C'è anche l'uomo mascherato che si lamenta: non fa altro che simulare e lamentarsi con gli arbitri per le botte che prende. ‘Hey! Se non vuoi il gioco duro vai a fare danza!’. Almeno li non prendi le botte! La partita finisce. Abbiamo perso. Ma chi se ne frega alla fine. Abbiamo lottato e sudato fino all'ultimo centesimo di secondo. Possiamo essere abbastanza soddisfatti. Se loro sono terzi ci sarà pure un motivo. Comunque ora si va a cena e chi si è visto si è visto. Dopo un’oretta e mezzo che ce ne stavamo seduti mi sono rialzato e ho avuto di nuovo la sensazione di prima. ‘Ma dove mi trovo?’. Le gambe stavano litigando tra loro e mi stavano tranquillamente mandando a cagare. Succede. In fondo sono sensazioni quasi piacevoli perché ti senti stanco e bene allo stesso tempo. Non conosco il perché, so solo che è così. Avrei potuto dormire per tutto il giorno questa Domenica. Ma non credo sia la strada giusta da percorrere. La strada è un'altra: ‘Quella di sabato sera!’, disse il coach. Ci vediamo tutti martedì. Spero di recuperare con questo tendine.
*